COSA CI CHIEDE L’EUROPA PER IL 2018 E 2019: lo spring package recommendation

download (1)Il documento è stato pubblicato dal Consiglio della Commissione Europea il 23 maggio 2018 e segue il  country report semestrale del 7 marzo 2018 sul nostro paese 

Le raccomandazioni sono contenute in 4 paragrafi: contenimento della spesa pubblica e alleggerire la tassazione del lavoro riducendo le agevolazioni fiscali; ridurre la durata dei processi civili e penali incidendo sul meccanismo del rito processuale; continuare a sostenere le banche ed i loro crediti deteriorati, ed infine sostenere le politiche attive sul lavoro.

Il documento in una serie di punti riepiloga i risultati del country report, segnalando i risultati raggiunti o le criticità da affrontare, in particolare quelli relativi agli squilibri macroeconomici eccessivi: l’elevato debito pubblico e la dinamica ancora debole della produttività, in un quadro caratterizzato da un volume di crediti deteriorati elevato ma in calo e da una disoccupazione molto alta ma in via di miglioramento.

A causa della non conformità dell’Italia alla regola del debito nel 2016 e nel 2017, come evidenziata da una prima analisi, il 23 maggio 2018 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell’articolo 126, paragrafo 3, TFUE (procedura di infrazione).

Sulla base dell’esame di tutti i fattori pertinenti, la relazione conclude che il criterio del debito stabilito dal trattato e dal regolamento (CE) n. 1467/97 al momento debba essere ritenuto soddisfatto e che l’avvio di una procedura per i disavanzi eccessivi non è pertanto giustificato, soprattutto in considerazione della conformità ex post dell’Italia con il braccio preventivo nel 2017.

La Commissione valuterà nuovamente la conformità sulla base dei dati ex post per il 2018 che saranno comunicati nella primavera del 2019.

Al termine della lunga analisi delle criticità il documento conclude così:

Alla luce dell’esame approfondito della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma e il programma di stabilità.

Le sue raccomandazioni a norma dell’articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 4,

RACCOMANDA che l’Italia adotti provvedimenti nel 2018 e nel 2019 al fine di:

  1. Assicurare che il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta non superi lo 0,1% nel 2019, corrispondente a un aggiustamento strutturale annuo dello 0,6% del PIL. Utilizzare entrate straordinarie per accelerare la riduzione del rapporto debito pubblico/PIL. Spostare la pressione fiscale dal lavoro, in particolare riducendo le agevolazioni fiscali e riformando i valori catastali non aggiornati. Intensificare gli sforzi per ridurre l’economia sommersa, in particolare potenziando i pagamenti elettronici obbligatori mediante un abbassamento dei limiti legali per i pagamenti in contanti. Ridurre il peso delle pensioni di vecchiaia nella spesa pubblica al fine di creare margini per l’altra spesa sociale.
  1. Ridurre la durata dei processi civili in tutti i gradi di giudizio razionalizzando e facendo rispettare le norme di disciplina procedurale, incluse quelle già prese in considerazione dal legislatore. Aumentare l’efficacia della prevenzione e repressione della corruzione riducendo la durata dei processi penali e attuando il nuovo quadro anticorruzione. Assicurare il rispetto del nuovo quadro normativo per le imprese di proprietà pubblica e accrescere l’efficienza e la qualità dei servizi pubblici locali. Affrontare le restrizioni alla concorrenza, in particolare nel settore dei servizi, anche mediante una nuova legge annuale sulla concorrenza.
  1. Mantenere il ritmo della riduzione dell’elevato stock di crediti deteriorati e sostenere ulteriori misure di ristrutturazione e risanamento dei bilanci delle banche, anche per gli istituti di piccole e medie dimensioni, e attuare tempestivamente la riforma in materia di insolvenza. Migliorare l’accesso delle imprese ai mercati finanziari.
  1. Accelerare l’attuazione della riforma delle politiche attive del lavoro per garantire parità di accesso a servizi di assistenza nella ricerca di lavoro e alla formazione. Incoraggiare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro attraverso una strategia globale, razionalizzando le politiche di sostegno alle famiglie ed  estendendo la copertura delle strutture di assistenza all’infanzia. Promuovere la ricerca, l’innovazione, le competenze digitali e le infrastrutture mediante investimenti meglio mirati e accrescere la partecipazione all’istruzione terziaria professionalizzante.

 

Leggi il documento integrale sul sito del EU

 

 



Categorie:politica

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