parte II – Fiabilandia e Storilandia

Nel paese di Fiabilandia c’erano cacciatori, agricoltori e piccoli artigiani.

I cacciatori vendevano la caggiagione agli agricoltori ed agli artigiani, i quali pagavano quanto ricevuto con verdure, frutta, grano e servizi vari artigianali.

Poi venne introdotta la moneta, e quegli scambi che prima erano oggetto di baratto, vennero da quel momento regolati con la moneta.

I cacciatori incassavano 100 scudi per le loro bestie dagli agricoltori e dagli artigiani, questi a loro volta incassavano 100 scudi da ciascuna delle altre categorie.

Vi erano in circolazione, quindi, 300 scudi, che rappresentavano il valore dei prodotti o servizi da ciascuno prodotti, esattamente 300 beni/servizi.

Ma un bel giorno, un losco individuo inventò il credito, si mise con il suo banchetto e cominciò a prendere depositi di valuta ed a fare prestiti: prestò 50 ai cacciatori, 50 agli agricoltori, 50 agli artigiani, ma così facendo la moneta in circolazione non era più 300, ma 450, ed il valore effettivo della merce prodotta e dei servizi prestati era sempre 300.

Qualcosa non funzionava, perché alla fine qualcuno ci avrebbe rimesso 150.

A Fiabilandia c’era un re che non lavorava, ma spendeva e spandeva: per finanziare le sue spese folli cominciò a tassare i poveri agricoltori, cacciatori o artigiani, ma dato che non era sufficiente, aveva attinto a credito per pagare i suoi stravizi dal losco individuo.

Questi, un bel giorno, si trovò nelle condizioni di non poter restituire il denaro a chi glielo aveva consegnato, cosicché si recò dal re e gli chiese di pagare il suo debito: il re, di tutta risposta, lo bruciò vivo per stregoneria ed usura.

Il denaro in circolazione tornò ad essere 300, perché? perché i 150 scudi che il re aveva preso con l’inganno al losco individuo erano in fondo soldi degli agricoltori, degli artigiani e dei cacciatori che rimasero senza i loro denari: dunque 450 – 150 = 300.

Il ciclo si era chiuso e chi ci aveva rimesso, oltre al povero losco individuo, erano gli artigiani, gli agricoltori ed i cacciatori.

Tuttavia i figli orfani del losco individuo non si arresero, ripresero la via del padre ma con un accorgimento: in cambio dei prestiti dal re ottennero terreni, miniere, oro, ecc. quindi si garantirono; ma questi beni non restavano nelle loro mani, ma venivano gestiti con altri loschi individui, cosicché per il re diventò impossibile ammazzarli tutti.

Le cose ripresero a girare, ed anche bene, ma il problema restava sempre, anzi era molto più grande: il credito era cresciuto esponenzialmente cosicché a fronte di 300 beni prodotti il denaro in circolazione ed il credito era molto superiore: era 600.

Quindi, dato che c’era sempre il re che non pagava, perché non produceva nulla, e dato che non poteva più uccidere i loschi individui, perché erano tanti, ricchi e potenti, allora il re dichiarò guerra a Storilandia, paese pagano, ne saccheggiò i villaggi e potè restituire i soldi avuti a prestito.

A Storilandia c’era un altro losco individuo che perse tutto: allora pensò di mettersi d’accordo con i loschi individui di Fiabilandia e con altri colleghi di altre nazioni, creando una rete di loschi individui che diventò forte e potente e prese il nome di banca.

Così nacque il sistema bancario, basato su un problema irrisolto ancora oggi: se c’è in circolazione più moneta di quanto sono i beni prodotti, alla fine qualcuno ci rimette, e questo succede con la guerra.

Ma la guerra produce fame, morte e carestia, cosicché la popolazione si riduce: ma chi restò vivo a Fiabilandia ottenne in dote beni e terreni di coloro che erano morti ed alla fine non si trovava troppo male. Ma fame morte e carestia erano molto ma molto più gravi a Storilandia, cosicché la popolazione di quel paese cominciò ad emigrare verso Fiabilandia: e la cosa piaceva molto ai banchieri, perché l’aumento della popolazione era la migliore ricetta per far ripartire il sistema; e così fu il re stesso a favorire deportazioni per trasferire dalle zone saccheggiate nuova forza lavoro, gli schiavi, che avrebbero fatto i lavori pesanti e piano piano rimesso in moto l’economia: era l’immigrazione.

* * *

Dunque il credito crea la crisi finanziaria, questa le guerre, quindi l’immigrazione: e questo ciclo che lega il credito, le crisi finanziarie, la guerra ed immigrazione da allora si è ripetuto incessantemente fino ad oggi.



Categorie:Crisi bancarie in Italia

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